Ordine degli Architetti, ecco le mie risposte da candidato sindaco

In relazione alla lettera aperta dell’Ordine degli Architetti PPC, indirizzata ai candidati a Sindaco del capoluogo, pubblicata su La Provincia di Sondrio, esporrò la posizione della coalizione che rappresento, in relazione ai punti evidenziati.  I temi riportati nella lettera sono tutti ricompresi e puntualmente analizzati nel nostro Programma Elettorale (al quale rimando per un eventuale approfondimento), sia in relazione alle premesse, che fanno riferimento all’analisi della situazione socio-economica della città, sia riguardo alle possibili strade da intraprendere per promuovere uno sviluppo futuro.

Utili per me sono stati sia l’esperienza maturata negli anni di insegnamento presso la Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano, in qualità di Cultore della Materia di Tecnica Urbanistica, che l’attività decennale di Assessore all’Urbanistica ed ai Lavori Pubblici, svolta in un altro Comune.  In questo percorso è fondamentale l’apporto delle diverse competenze e professionalità, in particolare di quelle tecniche ma non solo, in considerazione del fatto che un cambiamento come quello che proponiamo, per certi versi così radicale, richiede una progettualità attenta, di sistema, competente ed efficace.  Da sempre personalmente tengo in grande considerazione il contributo di progettisti e pianificatori ed il mio impegno professionale come ingegnere civile Libero Professionista, credo lo attesti in maniera evidente ed inequivocabile.  Rilevo con piacere come l’analisi proposta dai colleghi Architetti, ed anche molte delle soluzioni prospettate, corrispondano e quelle riportate nel nostro Programma. Mi riferisco in particolare allo sviluppo cittadino nell'ottica turistica, a quello urbanistico in relazione ai luoghi da riqualificare – a partire dall’ex Fossati, come all’individuazione di uno stimolo all’attività economica nel turismo enogastronomico, sportivo e naturalistico.  Ampio spazio abbiamo dedicato nel nostro Programma, al tema della conservazione e tutela del patrimonio storico architettonico, proponendo azioni mirate e concrete. In particolare, abbiamo previsto di attivare dei regolarmente di incentivazione ai privati per il recupero degli edifici storici, riproponendo modelli che ho già studiato ed introdotto in altre realtà simili.  Nel paragrafo relativo alle risorse ambientali, da promuovere in funzione turistica e di cui il nostro territorio è particolarmente generoso, abbiamo trattato diffusamente anche del Sentiero Valtellina (chiamarlo “sentiero” forse ne dà una percezione diversa dalla realtà) e del torrente Mallero, in particolare a proposito delle Cassandre.  Riguardo agli strumenti per attuare i diversi progetti, riteniamo che sia necessario coinvolgere tutti gli operatori, pubblici e privati, attivando procedure di collaborazione tra pubblico e privato, con strumenti da scegliere in relazione alle peculiarità del singolo intervento. Molte delle aree e degli immobili interessati dagli interventi citati, sono di fatto di proprietà di privati o Enti, pertanto sarà compito del Comune creare le condizioni perché i proprietari considerino interessante intraprendere iniziative.  Riteniamo che la riqualificazione dell’area ex Cotonificio Fossati non possa più attendere. Al riguardo riteniamo che la stessa vada studiata in abbinamento all’area dell’ex ospedale psichiatrico, di proprietà della Regione Lombardia, e di Castel Masegra. L’ipotesi di nuove destinazioni che abbiamo formulato per queste aree sono le seguenti: sull’area dell’ex cotonificio si potrebbe insediare un centro di formazione avanzata per tematiche legate alla montagna, con aule multimediali e sala conferenze, nelle quali svolgere corsi di formazione frontali ed a distanza, ma anche tenere congressi e convegni. Sull’area andrà realizzato un ampio parcheggio, funzionale anche a servire Castel Masegra. Nell’area dell’ex ospedale psichiatrico, è stato ipotizzato di ricavare strutture destinate ad una ricettività smart (ostello e B&B), funzionali alle attività del centro di formazione, ma anche utili a potenziare la capacità ricettiva della Città, in funzione delle attività legate al turismo che vorremmo sviluppare.  Per attuare questo intervento, riteniamo utile aprire un dibattito tecnico-culturale, con le categorie professionali, in sinergia con le università interessate, per poi predisporre un Accordo quadro di Sviluppo avente per soggetti attuatori il Comune, la Regione Lombardia e la Proprietà dell’ex cotonificio. Il recupero delle aree dismesse e la riqualificazione dell’edificato datato, dovrà rappresentare la priorità, in alternativa al consumo di nuovo suolo.  In generale, il richiamato tema delle risorse è direttamente collegato a quello della progettualità, che deve essere concreta e credibile: la Progettualità di spessore è in grado di creare opportunità di finanziamento o di intercettare le occasioni di finanziamento.  E’ inoltre fondamentale sviluppare, a livello amministrativo, quelle competenze che consentano di intercettare finanziamenti europei, nazionali e regionali. A questo fine è imprescindibile il mantenimento di un rapporto continuativo e dialogico con gli enti di livello superiore, quali soprattutto la Regione Lombardia.  Questo aspetto è direttamente collegato alla richiesta di istituire “un tavolo di confronto che vada oltre i confini comunali”. Abbiamo sottolineato a più riprese la necessità di aprirsi al territorio circostante, non limitandosi semplicemente ai confini amministrativi comunali.  Il rilancio della Città non può prescindere dallo sviluppo dell’intera Valle e Sondrio, in qualità di capoluogo, deve farsi interprete, mediatore e portavoce degli interessi e delle istanze di tutti i comuni del mandamento.  A chiosa di quanto sopra, quasi come naturale conseguenza di un ragionamento coerente, riteniamo di sottolineare come il percorso più adeguato ed efficace per tradurre concretamente le idee in opere sia, in molti casi, il ricorso al concorso di progettazione, strumento che consente di valorizzare la qualità del progetto e di dare voce anche ai più giovani.